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La fede sarda, tra leggenda e significati nascosti

La fede sarda è uno degli emblemi di questa terra, un emblema la cui storia si perde tra leggenda e significati nascosti. È un anello ma è come una tessitura, delicato, incastonato, legato da fili che possono essere d’oro o d’argento e che ad ogni sguardo ricordano la terra da cui proviene e in cui è nata, anche se ne è lontana.

una fase della lavorazione artigianale della fede sarda

La tradizione

L’anello veniva tramandato di generazione in generazione: era la madre che, in occasione di un evento importante come il matrimonio o una nascita, lo donava alla figlia. In questo modo rimaneva sempre all’interno della famiglia come il tesoro più prezioso.

La leggenda

La leggenda vuole che siano state le Janas (le fate) le prime a lavorare la filigrana per farne dei gioielli. Lo facevano all’interno delle Domus de Janas (casa delle fate), costruzioni che, nella fantasia, sono appunto le loro case ma che, nella realtà, sono le prime piccole costruzioni funerarie dell’età prenuragica, sparse un po’ in tutta la Sardegna e davvero affascinanti da visitare, come quelle di Santu Pedru e Anghelu Ruju nei dintorni della città di Alghero.

Si dice che l’uomo fosse andato dalle Janas a chiedere loro un simbolo adatto per dichiararsi alla fanciulla che voleva prendere in moglie.

una domus de janas nella necropoli di anghelu ruju ad alghero
Domus de Janas Anghelu Ruju, Alghero

Come è fatta

La fede sarda è fatta da delle piccolissime sfere che hanno un enorme significato simbolico: rappresentano i chicchi di grano e stabiliscono in questo modo un legame indissolubile tra la terra e i giovani sposi che la porteranno al dito, con l’augurio di prosperità, fertilità e ricchezza, giacché quelli erano gli elementi che l’avrebbero resa forte e stabile.

Ed è così che la fede sarda diventa simbolo di un legame familiare che si vuole creare e rendere eterno.

esemplare di fede sarda

La Vena Amoris

L’anello all’anulare della mano sinistra. Ti sei mai chiesto come mai?

Si dice che fin dall’Antico Egitto si usasse portare l’anello nuziale a quel dito, perché gli egizi scoprirono che in quel punto preciso della mano passava una vena, la Vena Amoris, che arrivava direttamente al cuore e attraverso cui, secondo loro, passavano i sentimenti. Circondare con un anello quel dito era un pò come conquistare l’altro.

Ti lascio con un breve video dove si mostrano i passaggi di lavorazione della filigrana in oro ad opera del laboratorio orafo dei fratelli Pirisi di Fonni, un incanto!

Poi fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!

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