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La mia prima volta a S’Ardia di Sedilo

La mia prima volta a S’Ardia di Sedilo è stata quest’anno, la fanno durante il fine settimana, la prima volta a metà pomeriggio del 6 luglio e la seconda volta il giorno dopo di prima mattina. Cade sempre il 6 e il 7 luglio, perché viene fatta in onore di Santu Antinu, che sarebbe San Costantino Magno, che sarebbe sì, proprio lui, il grande imperatore romano del famoso editto, che forse è una delle cose che si studiano a scuola che rimangono più impresse.

Ma io non ricordavo che fosse stato fatto santo, e vabbè…dettagli ^^ adesso so anche questa.

chiesa campestre di san costantino magno a sedilo
Chiesa campestre di Santu Antinu

Sedilo stiamo arrivando!

Sedilo è in provincia di Oristano, non molto lontano da dove abito, ci vuole più o meno un’oretta di macchina, al netto della pausa all’autogrill di Abbasanta, immancabile. Per la maggior parte è strada statale, poche curve e quindi abbastanza comoda da percorrere, poi si passa davanti all’imponente nuraghe Losa, che è sempre uno spettacolo per gli occhi anche solo vederlo da lontano. Del paese abbiamo visto poco, perché abbiamo puntato direttamente al posto dove si svolgeva l’evento, un po’ preoccupati anche di non trovare parcheggio.

Per sicurezza infatti abbiamo lasciato la macchina un po’ distante ed abbiamo fatto un bel pezzo a piedi, salvo poi vedere che l’avremmo potuta lasciare anche un po’ più avanti, ma è andata bene lo stesso, perché al rientro abbiamo evitato una noiosissima coda.

Abbiamo comunque stilato un elenco di consigli che l’anno prossimo seguiremo (e che se vuoi puoi ‘rubare’ anche tu) per riuscire a goderci meglio lo spettacolo. Li metto alla fine.

Pronti in posizione

E insomma…quando siamo arrivati c’era ancora relativamente poca gente e siamo riusciti a posizionarci in un posto ‘furbo’, abbastanza in alto e quasi di fronte all’arco sotto il quale sarebbero passati i cavalli. E abbiamo cominciato ad aspettare l’inizio di tutto, non vedevamo l’ora! S’Ardia è un rito, è un po’ processione ed un po’ corsa, è lo scontro tra Costantino imperatore e Massenzio, tra cristianesimo e paganesimo, è uno spettacolo ancestrale che ti fa immergere in atmosfere lontane.

cavalieri al galoppo

L’attesa premiata

E dopo un’oretta di attesa finalmente eccoli arrivare in lontananza! I tre capicorsa a cavallo, tutti gli altri cavalieri, i fucilieri, la banda musicale, il sindaco e il parroco. L’entusiasmo sale, la macchina fotografica è pronta, il momento in cui scatterà la corsa è vicino, manca poco, pochissimo…. e via al galoppo, il capocorsa è in testa e non deve essere superato da nessun altro cavaliere, perché questo simboleggerebbe la vittoria del paganesimo sul cristianesimo.

Video della partenza dei cavalieri e passaggio sotto l’arco di Costantino

Il percorso che devono fare è breve ma non è facile ed è anche piuttosto pericoloso, è sassoso e ci sono curve che spesso i cavalli non riescono a superare e dove cadono rovinosamente a terra insieme al loro cavaliere. Per fortuna questa volta non è capitato. Nuvole di polvere si sollevano ma non importa a nessuno, l’unica cosa che importa è essere lì, è fare parte della storia.

Una volta arrivati alla chiesa campestre di San Costantino, la corsa si ferma e i cavalieri compiono intorno alla chiesa stessa un numero imprecisato di giri in senso orario. Ad un certo punto non vedevamo più niente, i cavalieri sembravano spariti, ma poi…eccoli di nuovo giù al galoppo! Stavolta verso una piccola rotonda con una croce al centro e all’interno un sacco di persone che avevano deciso di posizionarsi lì. E ancora altri giri in senso orario e antiorario per partire poi di nuovo al galoppo verso la chiesa, dove tutto finisce.

cavalieri che fanno i giri orari ed antiorari alla rotondina

Anzi no, siamo noi che abbiamo pensato che tutto fosse finito lì. Abbiamo fatto un giro tra i cavalli spossati e poi un giro tra le bancarelle, preso una carapigna ed un bicchiere di Ichnusa (solo io, perché non dovevo guidare ahahah) e proprio mentre stavamo per incamminarci per andare via…ecco l’ultimissima fase dell’Ardia, i cavalieri che escono al galoppo dall’arco a piccoli gruppi o singolarmente per ritornare su in paese. Le emozioni si sprecano, sono state tante in breve tempo, e poi la polvere, il caldo quasi intollerabile, le voci entusiastiche della gente, tutto riunito in un’esperienza unica e irripetibile. Per quest’anno naturalmente…perché il prossimo saremo di nuovo lì!

I miei consigli

Ed ecco i consigli promessi:

  • meglio andare di mattina, sia per il caldo che per la luce, è migliore per le foto
  • si può parcheggiare anche un po’ più vicino rispetto a dove abbiamo lasciato noi la macchina (di fronte al cimitero)
  • posizionarci più a destra rispetto alla chiesa, in modo da avere l’arco di fronte e vedere meglio il passaggio dei cavalieri
  • se invece andiamo di pomeriggio portare un ombrellone, il cappellino costa 3 euro (se sei di quelli che riescono a contrattare, anche meno)
  • tanta acqua
  • tappi per le orecchie (il rumore dei fucili è assordante!)
  • mascherina per la polvere

Poi mi farai sapere se ti sono stati utili eh! E se ne vuoi aggiungere qualcuno, non esitare!

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