Gite di un giorno,  Sardegna

Nel mezzo della pianura campidanese mi ritrovai a…Sardara

E da dove iniziare se non dal mio paesino incastonato nelle verdi pianure del Medio Campidano, quel paese che ogni anno lascia andare i suoi figli a studiare o a lavorare fuori, con la paura che non rientrino più e con la speranza che invece, un giorno, decidano di farlo. Io dopo una ventina d’anni giorno più giorno meno, ho deciso di farlo, perché sono sempre più convinta che questo paese e questo territorio abbiano molti frutti da offrire a coloro che desiderano coltivarli e poi raccoglierli.

Sardara è una località conosciuta soprattutto per le sue acque termali (ti immagini già a mollo al calduccio vero? Se sei curioso, in questo articolo te ne parlo meglio) e per la grande festa patronale di Santa Maria delle Acque (Santa Mariaquas per gli amici), che è sempre un’occasione di riunione e divertimento, se vuoi vedere qualche foto e scoprire cosa si fa…ti dò appuntamento al penultimo lunedì di settembre! Ci sorveglia il castello di Monreale, quattro mura diroccate a cui noi siamo terribilmente affezionati e dove spesso e volentieri saliamo a goderci lo spettacolo della pianura che si estende ad ogni lato, fino a quando gli occhi non incrociano le montagne di Villacidro da una parte e la collina de su Pibizziri dall’altra.

Ma il fiore all’occhiello è il nostro pozzo nuragico, Sa funtana de Is Dolus, ovvero la fonte dei dolori, così chiamata poiché si riteneva che le acque minerali che sgorgavano dalla vicina sorgente sacra avessero il potere di curare i mali. Ma poi, vogliamo mettere tutto quello che possiamo immaginare..? I nostri antenati che secoli e secoli prima di Cristo vivevano, mangiavano e dormivano in questi spazi misteriosi, che eseguivano i loro rituali in perfetta armonia con il cosmo, in simbiosi con la natura e tutto ciò che nel creato li circondava. Vorrei una macchina del tempo solo per poter vedere come vivevano allora, che cosa facevano, che cosa si dicevano. Posso invece solo continuare a cercare di immedesimarmi in loro, senza riuscirci mai abbastanza.

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